Forme di ingaggio
Come si lavora insieme
Tre forme, un principio in comune: si lavora su un problema vero dell'azienda mentre lo si sta affrontando, non su casi di scuola. Il primo lavoro è quasi sempre separare le cose che reggono il risultato da quelle che se ne stanno solo accanto.
01
Percorso in azienda
Piccolo gruppo, con dentro sia chi decide sia chi fa. È la forma che funziona meglio quando il problema nasce tra due funzioni che non si capiscono: serve che siano nella stessa stanza. Su richiesta una parte delle sessioni si può fare da remoto, ma il tempo dentro l'azienda è il punto determinante.
02
Percorso 1-to-1
Con il titolare o con chi ha la responsabilità della decisione. Adatto quando la scelta è ancora in testa a una persona sola e va messa a fuoco prima di comunicarla.
03
Formazione a team o in aula
Si parte da un tema invece che da una situazione aperta: a un team dentro l'azienda, oppure in aula presso enti di formazione, associazioni di categoria e istituti. Stesso metodo, forma diversa. L'elenco è in Formazione.
Formato
Intensivo o distribuito
- Intensivo
- Poche sessioni ravvicinate, per arrivare a una decisione entro una data. Si usa quando la scelta è già sul tavolo e rimandarla costa.
- Distribuito
- Sessioni distanziate, agganciate a un lavoro reale in corso. Serve il tempo tra un incontro e l'altro: è lì che si osserva il lavoro vero e il meccanismo si vede mentre accade.
- In presenza o da remoto
- I percorsi in azienda si svolgono in azienda. Su richiesta una parte delle sessioni può essere da remoto, quando le persone stanno su più sedi o i tempi stringono, ma è una parte: il contatto diretto è il punto determinante del lavoro, perché da lontano arriva il lavoro raccontato e non quello vero.
- Cosa serve dall'azienda
- Accesso alle persone che fanno il lavoro, non solo a chi lo descrive. E la disponibilità a guardare un caso reale, con i suoi difetti, invece di un esempio pulito.
- Cosa resta dopo
- Ogni percorso dichiara nella sua scheda cosa lascia in azienda. Nessuno lascia un documento da archiviare: lascia un modo di guardare che si riusa alla situazione successiva.
Domande
Come lavoro, in pratica
- Cosa vuol dire IC20?
I see 20. Il venti per cento del lavoro che regge l'ottanta per cento del valore.
È il criterio con cui sono costruiti i percorsi: non copro una materia per intero, cerco la parte che fa la differenza e taglio il resto. Vale anche per il lavoro in azienda, perché la maggior parte delle volte il problema non è fare di più, è capire quale parte contava.
- Fai project management, product management e formazione. Non è troppo?
Li ho fatti uno per volta, in vent'anni, e ognuno per anni interi. Non li ho imparati insieme: li ho attraversati.
Quello che ho capito passandoci è che i problemi delle aziende non rispettano i confini tra i ruoli. Un progetto che sfora è quasi sempre un problema di cosa era stato chiesto, e un software che nessuno usa non è un problema di software. Chi può guardare da un lato solo vede metà del meccanismo.
- Usi l'AI nei tuoi percorsi?
La uso ogni giorno, come uso il computer e la posta elettronica. Non la trovi nei titoli perché non è un argomento: è uno strumento, e gli strumenti cambiano ogni sei mesi.
Quello che serve imparare non è quale usare, ma cosa chiedergli e come accorgersi quando la risposta non regge. Quello sì, sta dentro i percorsi, solo che non si chiama così.

Il passo successivo
Una mezz'ora, senza materiale da preparare: si guarda il problema e si capisce quale forma ha senso, o se non ne ha nessuna.