Il problema
Ogni richiesta al reparto tecnico torna indietro come impossibile, complicata o lunghissima. Il business si sente frenato, l'IT si sente non capito, e la fiducia si consuma. Alla fine si smette di chiedere e si cerca la scorciatoia fuori.
Cosa succede davvero
Il "no" quasi mai è un rifiuto: è una traduzione mancata. L'IT sente arrivare una soluzione già decisa, del tipo "serve questa cosa, fatela", e valuta quella soluzione, non l'obiettivo. Spesso ha ragione: quella soluzione è costosa o fragile. Ma nessuno ha detto qual era il problema da risolvere, e sull'obiettivo la risposta sarebbe stata diversa. Le due parti usano le stesse parole con significati diversi, e "siamo d'accordo" è la frase più pericolosa che si dicono.
Cosa si guarda
Si separa il problema dalla soluzione, perché quasi sempre arrivano fusi. Si verifica dove le parole significano cose diverse ai due lati del tavolo. E si guarda come si decidono le priorità, perché molti "no" sono in realtà "non adesso" mai detti ad alta voce.
Per chi
Le due parti insieme: chi chiede e chi costruisce. È il percorso che perde di più se si fa da un lato solo.
Come si svolge
Piccolo gruppo misto, distribuito. Le sessioni si alternano al lavoro reale, perché la traduzione si allena sulle richieste vere, non sugli esempi.
Cosa ne esce
Le richieste arrivano all'IT come problemi da risolvere, non come soluzioni da eseguire, e le risposte cambiano di conseguenza. Resta in azienda un modo condiviso di dire le cose e di decidere le priorità ad alta voce.
